venerdì 7 dicembre 2018

:: L'amuleto di Sigtuna: maledire per curare ::

Si tratta di un pendente in rame recuperato nell'Uppland, Svezia, risalente all'epoca medio-tarda del XI secolo nel quale si riflette lo spirito tipicamente nordico della maledizione atta alla cura. Questa, difatti, è una costante fissa del Nord Europa, accentuata maggiormente nell'epoca delle post migrazioni (Vendel) fino a ben oltre la conversione cristiana.



L'iscrizione, su entrambi i lati, recita così:

Þurs sarriðu, þursa drottin! Fliu þu nu! Fundinn es(tu).
Haf þæR þriaR þraR, ulfR!
Haf þæRniu nauðiR, ulfR!
iii isiR þis isiR auki (e)s uniR, ulfR. Niut lyfia!


Mia libera traduzione:

"Spettro autore della febbre, sovrano dei Giganti! Fuggi ora! Sei stato scovato.
Su di te triplici morsi, lupo!
Su di te nove ostacoli, lupo!
iii. Questi ghiacci (ísr
únar) possano accordarti soddisfazione, lupo! 
Fa' buon uso dell'amuleto di cura!"


La maledizione dell'amuleto di Sigtuna fonda la sua espressione rituale nello scacciare via un nemico - presumibilmente una malattia già esistente nel corpo della persona-, al fine di guarirla. Si tratta quindi di un amuleto curativo e non protettivo.

L'incanto si apre con la parola Þurs, la quale potrebbe avere molteplici traduzioni: gigante, ogre, spettro, Thor: quest'ultima traduzione è preferita dagli accademici poiché molti incanti di guarigione sono rivolti alla divinità del fulmine, tuttavia ognuna di queste traduzioni ha valore storico ed archeologico evidente.
Personalmente ho preferito rivolgermi alla malattia nella sua sostanza demonica, come la mara, l'incubo del folklore scandinavo (dalla radice ricostruita proto-indoeuropea *mer- opprimere).

Si tratta quindi dello spirito distruttore, architetto della febbre e della malattia, sovrano degli spiriti della sofferenza, che viene trovato e cacciato via tramite questo galdr.

Nella parte successiva si evince la formula  che rappresenta il fulcro della maledizione nordica. Essa si basa infatti sulle rune Thurs, Ís e Niðr ed il loro valore numerico di 3 o multipli di 3. Ne avevamo già parlato nell'ultimo post sui sigilli magici islandesi.



Troviamo poi la figura del Lupo, anch'essa ripetuta per 3 volte, quale predatore conosciuto sulla terra ma oscuro nel suo aspetto sovrannaturale. Nella mitologia, rappresenta uno degli agenti trasformativi (pensiamo ai guerrieri Úlfhéðnar oppure alla trasposizione del lupo in licantropo nelle moderne fiabe).
E' la falena che divora i tessili.
La malattia nascosta che altera lo stato delle cose.

Da ricordare inoltre che la parola tuss/tusse (da Þurs) in alcuni dialetti svedesi ha significato di ogre, gigante e... lupo. In Norvegia, il termine è assimilabile ad una malattia ascrivibile all'incubo, come prima detto, la Mara.
Le Ísrúnar concludono l'atto di cura, quale Strega che porta a compimento l'incanto, affinché esso sia sufficiente per "soddisfare" la fame del lupo, e quindi scacciare la malattia.